Burattino

23.10.2018

Giulia Ventisette - Giulia Ventisette - Franco Poggiali

Hanno già deciso la data del debutto
In questa nuova piazza un simpatico teatrino
Hai accettato il patto, il corpo tuo in affitto
La sua mano muove i fili di un vile burattino

Il tuo mestiere è sempre stato quello di obbedire
E anche se da oggi ti vorresti ribellare
Hai sempre quell'aspetto da bravo soldatino
E a lei basta una mano a farti fare un altro inchino

Far bella figura non è più un problema
Perché ci pensa lei a tutta questa messa in scena
La camicia bianca e un bel cravattino
Ti ha stirato anche il sorriso da triste burattino


VORREI SAPERE COM'È CHE TI CHIAMI, CHE NOME HAI
VORREI SENTIRE LA TUA VOCE E NON LA SUA
VORREI TAGLIARE TUTTI I FILI E I PROBLEMI CHE TI LEGANO A LEI
VORREI VEDERE DAVVERO CHE UOMO SEI


Scende giù dal palco un'idea di libertà
Ma aprono il sipario nella prossima città
E il pubblico è sempre più impaziente di sentire
La voce di una donna in un corpo maschile


Non contano i dettagli del vostro retroscena
La commedia si interrompe quando indossi il tuo pigiama
Ti resta qualche ora prima del mattino
Per indossare ancora gli stracci da burattino


VORREI SAPERE COM'È CHE TI CHIAMI, CHE NOME HAI
VORREI SENTIRE LA TUA VOCE E NON LA SUA
VORREI TAGLIARE TUTTI I FILI E I PROBLEMI CHE TI LEGANO A LEI
VORREI VEDERE DAVVERO CHE UOMO SEI


Forse però...
Anche senza quei fili non saresti migliore
Non rinunceresti al ruolo di attore
E in questo sporco teatrino 

Un sorriso amaro da vile burattino

© 2017 Giulia Ventisette
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